Mostre in programma

The Laws of Perspective – Le Leggi della Prospettiva
Wessel Huisman – a solo exhibition

10 - 19 ottobre 2014 - Villa Artimino



Luce
Wessel Huisman dipinge la luce. Spesso utilizza, come base di partenza, vecchie fotografie in bianco e nero. Non è interessato alle immagini nostalgiche in quanto tali, ma è affascinato dall’azione dei ricordi e dal loro modo di influenzare l’approccio al presente. Nel corso degli ultimi venti anni ha notato che la luce catturata in questo tipo di fotografia e di conseguenza nei suoi quadri, gli hanno offerto la possibilità di viaggiare nel tempo. In che modo? Ad esempio, in un quadro di Jacob Olie (fotografo olandese famoso per i suoi lavori su Amsterdam, nel XIX secolo) dal 1896 egli ritrova le condizioni di luce e l'atmosfera della sua infanzia a Breda, nel sud dei Paesi Bassi. Inaspettatamente, il passato è presente nell’oggi, proprio come un odore a lungo dimenticato è in grado di richiamare alla memoria un evento particolare.

Pittura
Il linguaggio che un pittore usa ha una grammatica molto complessa ma allo stesso tempo delicata che dirige sia la pittura figurativa che quella astratta. In termini di immagine, l'unica differenza tra le due è che un quadro astratto si riferisce a se stesso e ad altri quadri astratti, mentre una pittura figurativa si riferisce ad un'altra realtà e permette la suggestione di vedere quello che è. Secondo Huisman la potenza di questa illusione è uno dei grandi tesori della pittura e di conseguenza ama giocare con questo aspetto di riconoscimento . Consapevole dell’origine condivisa dai due diversi tipi di pittura, l’artista introduce elementi astratti e accenti nelle sue illusioni dipinte. Tra i diversi piani che permettono all'immagine figurativa di prendere forma, ordina sapientemente degli accenti che conferiscono profondità e stabilità alla rappresentazione e creano ritmo e movimento. Ma, al di là di questo, danno soprattutto ai suoi dipinti un senso di equilibrio e trasparenza, indispensabili per la loro espressione.

Significato
Wessel Huisman si chiede se sia ancora possibile – senza dover ritornare alle tecniche classiche - creare dipinti con la quiete, la qualità spaziale e la coerenza interiore che lui stesso percepisce nelle opere di Piero della Francesca o in alcuni paesaggi di Sisley o Pissarro; una condizione mentale che ha ritrovato anche nelle stampe di artisti giapponesi come Hiroshige. Da questo punto di vista le pitture tombali etrusche sarebbero di pari importanza agli affreschi italiani del XV secolo o ad alcune delle opere dei costruttivisti russi. Huisman non sta lavorando in una tradizione fine a se stessa; - egli in verità sostiene valori che sono ancora di vitale importanza e li nutre con le proprie esperienze.